|
PRIMA CONVOCAZIONE IN NAZIONALE "A"
Venerdì 19 novembre 1999 ero a Ragusa e, mentre osservavo curioso sul televideo le convocazioni per il raduno di Milano, leggo PECILE (Banca Popolare di Ragusa) tra le riserve a casa e mi viene quasi un colpo.
Si sa che Boscia ha un occhio di riguardo verso i giovani ma vedere il tuo nome, ancorchè tra le riserve, per la prima volta tra la lista dei convocati vi assicuro che fa sempre un certo effetto….
Ho chiamato subito i miei genitori per condividere con loro la grande gioia e, al mio arrivo in società, la segretaria mi consegna il fax della convocazione con il programma delle due partite e dell'All Star Game. Riserva a casa: praticamente ci vado solo se qualcuno da forfait!
La rinuncia di Bonora fa si che il giorno dopo sono già a bordo di un aereo in volo per Milano dove inizia la mia avventura azzurra.
Ero in camera con Alessandro De Pol, triestino come me, e la cosa che mi rimarrà più impressa nella memoria sarà il primo allenamento: tiri, scivolamenti mentre Boscia ci spronava urlando e poi la prima partitella durante la quale il coach non mi spiega nemmeno uno schema ma mi dice di guardare e di capire da me: " Tu sei playmaker!".
L'esordio arriva all'All Star Game di Bologna dove in tre minuti ho segnato 5 punti frutto di 2 tiri liberi e una bomba. Indimenticabile davvero.
Dopo un paio di giorni, la Nazionale gioca a Trieste contro la Lituania, mancano un paio di minuti alla fine della partita e sento Boscia che grida: "Vai Pec!". Entro e recupero un pallone a metà campo e tutto da solo vado a segnare di sinistro mentre Meneghin e gli altri compagni bloccano i difensori lituani in stile football americano….E' stata l'entrata più lunga della mia vita, la palla sembrava non dover mai scendere dalla retina…..Ottomila facce conosciute che speravano solo che il più piccolo di tutti, loro concittadino, segnasse un canestro.
L'anno successivo vengo riconvocato per l'All Star Game di Trieste e la mia città mi vede giocare una partita in cui segno 11 punti in 19 minuti sotto gli occhi dei miei amici. Si vede che Trieste è proprio la mia città…
EUROPEI 2001
Io e il mio amico Maurizio eravamo sdraiati sulla spiaggia di San Sebastian con accanto i nostri surf. Sotto a nuvoloni minacciosi le onde erano troppo grandi per due principianti come noi e tristemente ci stavamo interrogando sul da farsi. Dopo due giorni avremmo dovuto riprendere l'aereo per ritornare in Italia e, proprio il giorno prima eravamo riusciti a cavalcare con successo qualche onda propizia….
Suona il cellulare di Mauri (il mio l'avevo lasciato volutamente a casa): 1 messaggio ricevuto: "Sei convocato in Nazionale. Mamma." E il mio primo pensiero è : "Bene, sono giusti 10 giorni che non tocco un pallone, chissà che figura farò……E poi devo assolutamente tagliarmi i capelli !!!!!". (A tutt'oggi Mauri sostiene che siccome il messaggio è arrivato sul suo cellulare a Bormio avrebbe dovuto presentarsi lui)
Due giorni dopo, tra un ritardo e l'altro degli aerei, arrivo a Trieste alle 22.30 e alle 24.00 il mio mitico parrucchiere nonché grande amico Massimo Calabrese, opportunamente avvisato e "comandato" dalla mamma, mi dà una bell'accorciata ai capelli in onore di coach Boscia e la mattina dopo alle 06.00 sono pronto per partire in macchina alla volta di Bormio.
Fortunatamente sono uno che recupera abbastanza in fretta e così, grazie al lavoro di Rich D'Alatri raggiungo in breve un buon livello di forma.
Appena arrivato Rich mi chiede: "Pec, hai fatto corsa ultimamente? ". Io gli rispondo che erano circa due settimane che non correvo e lui replica: "Allora tu no preoccupa se tue gambe domani fa male come Cristo di Madona ha ha ha ha ha."
Fin dalle prime amichevoli ho visto che Boscia dava parecchio spazio a tutti quanti per mettersi in mostra e così mi so detto: "Intanto cerca di fargli venire qualche dubbio e poi vediamo come va. Basta che ce la metti tutta come sempre.".
E così partita dopo partita, ma soprattutto allenamento dopo allenamento sono riuscito a ritagliarmi un piccolo spazio in squadra.
In effetti la mia speranza di andare in Turchia cresceva di giorno in giorno specialmente dopo la partita contro la Iugoslavia al Torneo dell'Acropoli di Atene dove credo di aver fatto un bel passo in avanti grazie al canestro della vittoria fatto su tiro libero.
Il giorno prima della partenza per Antalya, il coach mi ha comunicato che avrei fatto parte dei 12 e la gioia è stata incontenibile.
Sarà anche retorica ma giuro che il solo pensiero di essere presente in campo a rappresentare l'Italia mentre suona l'Inno di Mameli mi dà sempre un'emozione talmente grande da provocarmi il batticuore e farmi venire i brividi.
Avevo realizzato un grande sogno.
La prima partita contro la Grecia purtroppo è quella che ha deciso il nostro Europeo: un canestro da 3 sulla sirena ci condanna dopo aver disputato un'ottima partita, personalmente ero veramente molto carico e ci tenevo così tanto…Purtroppo la nostra difesa a zona era mal schierata e così Alvertis ha potuto punirci all'ultimo secondo.
La reazione dei giorni successivi contro Bosnia e Russia purtroppo non ci evita la sfida chiave contro la Croazia. Con tutta la stanchezza fisica e mentale accumulata la partita precedente non riusciamo a prendere in mano l'incontro e con la Croazia ci sconfigge e passa il turno.
Righetti ed io segniamo alcuni canestri importanti nel 4° quarto ma purtroppo il nostro Europeo finisce lì con le dimissioni di Boscia.
Al suo posto viene chiamato Charlie Recalcati e il prossimo appuntamento sono gli Europei di Svezia del 2003 dato che l'Italia non è qualificata per i mondiali di quest'anno ad Indianapolis.
ANNI 2002 e 2003
Durante l'estate 2002 ho partecipato con la Nazionale ad una serie di tornei amichevoli tra cui spicca la tournè in Cina dove ho conosciuto Yao Ming, il pivot che gioca con gli Houston Rockets, il più alto avversario che abbia mai incontrato. In dicembre ho partecipato assieme alla Nazionale Militare al torneo Shape in Belgio dove sono stato premiato quale miglior giocatore. Nel 2003 sono stato invece convocato per la tournè in Russia e per i raduni collegiali di Pordenone e Alassio, preparatori al campionato europeo al quale però non parteciperò, se non con il cuore vicino a tutti i componenti della squadra.
GIOCHI DEL MEDITERRANEO 2005
Appena finita la stagione spagnola nel cB Granada ecco che si presenta l’ occasione di tornare in Andalusia per partecipare ai Giochi del Mediterraneo 2005, e se avete seguito la manifestazione sapete già che rimarranno di certo sempre nei miei ricordi più felici. Senza perdere nemmeno una partita, e sconfiggendo nell’ ordine Egitto, Algeria, Spagna, Turchia e Grecia vinciamo la medaglia d’ oro davanti a tantissimi tifosi di Granada e addirittura al presidente del CB Granada. La finale contro la Grecia è emozionantissima e viene risolta con una mia bomba all’ ultimo secondo che ci porta da meno due a più uno ed è oro… Ragazzi, l’ emozione provata in quie momenti è davvero indescrivibile, ma credo che se date un’ occhiata alle foto di quella finale vi potete rendere conto da soli della felicità di quei bellissimi momenti.
|