Menu principale
Home
Biografia
Nazionale
Foto
Download
Forum
Link
Sondaggi
Calendario
Lista Utenti
Rubriche
Sunshine
Pork Chop Express
Stai Sereno
Gigi & Andrea
Alce Nero parla
Rincon Andaluz Espana
A tutto GAS
Sunshine Retro
Corso Clanfe Sunshine
Sunshine Highlights
Sunshine Videoblog
SKy L Uomo Polvere
Trieste Tropics
Login Utenti
Scrivi a Sunshine
Calendario
Aprile 2014
Lu Ma Me Gi Ve Sa Do
311 2 3 4 5 6
7 8 9 10 11 12 13
14 15 16 17 18 19 20
21 22 23 24 25 26 27
28 29 30 1 2 3 4
Chi c'Ŕ OnLine
Il vecchio PEC dice sempre...

"Tacea la notte placida\ e bella in ciel SERENO\ la luna il viso argenteo\ mostrava lieto e pieno\ quando suonar per l'aere\ infin allor sì muto…".
Alessandro Baricco, interpreta Giuseppe Verdi de "Il Trovatore"

 
BORIS LA FUORISERIE ITALIANA PDF Stampa E-mail
Scritto da Sunshine   
giovedý 12 febbraio 2009

 Il nostro speciale inviato Kappei Sakamoto stavolta ci parla della miglior serie tv italiana del momento... BORIS...


 

Una fiction che racconta la realizzazione di un’altra fiction. Questo è Boris. Una è geniale, l’altra è fatta un po’…a cazzo di cane. Boris è la fiction che racconta le riprese de Gli Occhi del Cuore. Gli Occhi del Cuore è una fiction fittizia, che si pone come obiettivo quello di scavare nell’animo umano. Lo scavo a quanto pare va male e la serie viene sospesa alla terza puntata. La direzione però ci crede a tal punto che nonostante la sospensione continua a girare con la seconda serie addirittura, Gli Occhi del Cuore 2. Boris, va specificato, è la fiction geniale; Gli Occhi del Cuore, per usare un’espressione del regista René Ferretti, è “’na monnezza”. Se ne vergogna di fare una roba simile, e se ne rende conto anche Duccio, il direttore della fotografia voluto da René, di quanto sia brutta ‘sta fiction. “Tu lo sai René che tra un po’ avrò un problema serio di soldi? Perché non mi chiamerà più nessuno a fare niente. Io volevo fare una brutta fotografia, ma non così brutta. Mi sa che ho spiazzato tutti”. Questa è la riflessione, amara, di Duccio dopo la visione della prima puntata in tv de Gli Occhi del Cuore. In realtà lo sa fin da subito quando parlando con Alessandro, il nuovo stagista di regia, gli chiede cosa ne pensi della fotografia e se gli sia piaciuta. “Non capisci un cazzo” la replica di Duccio quando Alessandro, spaesato, gli risponde “molto”. “La fotografia fa schifo. E lo sai perché fa schifo? Perché lo vogliono loro, lo vogliono loro... Nella fiction la fotografia non può essere più bella di quella della pubblicità se no poi la gente cambia canale… Hanno pensato a tutto”. In realtà Alessandro cercava Duccio su ordine di Arianna, l’aiuto regista. “Mandala affanculo Arianna. Affanculo… Affanculo…” Duccio ha due problemi in sostanza: è cocainomane, e ha una voglia di lavorare pari a zero. La sua fotografia per Gli Occhi del Cuore consiste fondamentalmente nell’aprire le luci al massimo, smarmellando tutto. Il risultato è una quasi inguardabile marmellata di luce bianca su tutta la scena. I problemi di Alessandro invece sono tre: la paga, visto che fa tutto gratis ed è sfruttato solo meno di Lorenzo, lo stagista schiavo; il fatto che non sappia nulla e nessuno con calma gli spieghi nulla, e Arianna. Arianna come accennato è l’aiuto regista di René, durissima ed esigente con Alessandro. Oltre a ciò, è anche la persona realmente più brava e preparata di tutti sul set.  La scena di sesso tra Stanis e Corinna, i due protagonisti della serie, che René fingendo un attacco di gastrite si rifiuta di girare, è opera di Arianna e per lo standard della fiction ne esce un mezzo capolavoro, con attenzione agli sguardi, ai movimenti dei due ed alle luci. Tutto il contrario dello stile di regia di Renè insomma. René, che non è cattivo regista se ben motivato, spinto anche dal desiderio di fare presto e dalla necessità di portare a casa le scene, gira (parole sue) “a cazzo di cane”. Per quasi tutti gli attori non è un grosso problema, Corinna in primis che lui considera una “cagna maledetta” come attrice. Il problema al limite si ha con la partecipazione alla serie di Orlando Serpentieri nelle vesti del Nonno. Serpentieri è attore di teatro reduce da un favoloso Macbeth che per ragioni economiche accetta di girare anche Gli Occhi del Cuore. La differenza di recitazione tra lui, Stanis e Corinna è abissale, al che Renè gli chiede di mollare un po’ la battuta: “se mi permette, la faccia un po’ più…a cazzo di cane”. Serpentieri, ovviamente, giudica la richiesta assurda ma sebbene ‘sofferente’, gira. Stanis invece parlando proprio con Serpentieri pensa anch’egli di cimentarsi nel teatro, credendosi della stessa pasta dell’esperto attore e a proposito di giudizi, giudica anche Shakespeare un po’ troppo italiano ultimamente. Lui ormai considera l’essere italiano come un fatto totalmente negativo, e anche per questo si è cambiato nome in Stanis LaRochelle. Il suo personaggio è Giorgio, un medico chirurgo. Una giornalista intervistandolo lo propone come un eroe positivo; Stanis la corregge immediatamente indicando Giorgio come “un eroe anglosassone se posso correggerti, perché vedi, siamo tutti stufi, esausti di questi clichè italiani e Giorgio, il mio personaggio, non è il solito eroe piatto, bidimensionale, ecco, non è il solito droide protocollare”. Chi manca all’appello? Li mortanguerieri… Biascica manca, il capo elettricista. Il personaggio più grezzo della troupe, al punto da pagare in anticipo una multa imposta dalla produzione contro le bestemmie. 20 euro di sanzione per ogni bestemmia che scappa. Bene, lui allunga un centello come anticipo. Tratta abbastanza di merda lo stagista schiavo soprannominandolo appunto…merda, è tifosissimo sfegatato della Roma e spera ancora di vedere i soldi degli straordinari di Libeccio, una delle fiction tremende girate da René, tremenda come Caprera, per la quale al solo pensiero René davvero rabbrividisce, confidandosi col suo pesciolino del fatto che andrà all’inferno per ciò che sta facendo, e il pesce sarà al suo fianco. Sul set, René è sempre accompagnato da un pesciolino rosso, chiamato Boris. La serie porta proprio il nome del pesce, dal quale René non si separa mai e da cui trae ispirazione. Prima di Boris ci sono stati Stan Smith, McEnroe, Borg, Panatta, Lendl… tutti tennisti; e ora, è il turno di Boris Becker.

Torniamo alla fiction. Gli Occhi del Cuore, si diceva. Una fiction che vuole scavare nell’animo, un po’ oscura a dire il vero, ci sono tradimenti, violenze, omicidi, ma oscuro pare essere anche il senso di fondo della fiction… La fiducia che la produzione riserva nella troupe ed in questo lavoro però è alta, e nonostante il fallimento della prima messa in onda della serie, si decide di andare avanti con Gli Occhi del Cuore 2. Non andassero bene le cose però è già pronto il capitolo finale, l’attentato, dove morirebbero tutti i personaggi. René in quanto regista dev’essere anche una guida sul set, in particolare per gli attori, ed in questa veste cerca sempre di spronare le persone attorno a lui a rispettare ciò che stanno facendo, ripetendo quasi ossessivamente le parole “dai dai dai dai”. Dai dai con la fiducia e con le riprese che avanzano, ma in tv alla fine ciò che conta sono i dati auditel e a causa di uno share che indica per Gli Occhi del Cuore un risultato minore addirittura rispetto alla pubblicità (amen), la serie viene sospesa improvvisamente. Per dare un senso di compiutezza al lavoro finora svolto tuttavia si decide di girare la scena dell’attentato, sebbene non la guarderà nessuno. E’ una cosa che va fatta per onorare l’impegno di tutti sino a questo momento. Va fatta per questo, e per i greci, ai quali è stato venduto il format della serie. Anzi, in sostanza lo si fa per loro… La sfida è quella di girare tutto l’episodio in due giorni anziché una settimana come di solito invece avviene. Chiaramente le cose in questo modo verranno fatte ancor più di prima a cazzo di cane; ma si fanno ugualmente. Per René ogni scena girata è buona, non vuole rompere le scatole e perdere tempo su dettagli con gli attori o con la fotografia. “René, dove vuoi che te le metta le luci?” chiede Duccio. “…dove ti pare” la risposta quasi immediata di René. Per chiudere definitivamente la serie, l’idea degli sceneggiatori è quella di far riunire tutti i personaggi comparsi nelle varie puntate e di farli morire a causa di un attentato perpetrato da rivoltosi separatisti laici del Burmini. Nessuno sarà più basito o sorpreso, tutti i personaggi avranno ora capito tutto della vicenda, e l’esplosione della clinica sancirà la fine di tutti, e quindi, anche, de Gli Occhi del Cuore. Anzi, non proprio tutti moriranno. Solo un personaggio si salverà infatti dal disastro terroristico alla clinica: Stanis. Stanis si rifiuta di morire, impuntandosi coi suoi legali di fronte ai responsabili di produzione. “Stanis non deve morire!” e di soppiatto, durante la festa alla quale si ritrovano tutti i personaggi, fuggirà dalla sala evitando l’esplosione. La scena della sua fuga e della sua salvezza la scrive lui stesso ma la fuga tuttavia non è così lesta, e Corinna si accorge della cosa, della quale era all’oscuro e per la quale si rifiuta di continuare la scena. La magagna viene presto risolta, Corinna dovrà salvare un bambino per apparire pure lei come un’eroina, e mentre si girano gli ultimi momenti dell’attentato Stanis, assente dalla scena, sta guardando la tv. Il suo volto torna ad essere basito e sorpreso. Va subito da René che a momenti sviene sulla sedia. Arrivano sms continui a Diego Lopez, il delegato di rete che tristemente aveva dovuto decidere di chiudere con Occhi del Cuore. I nuovi dati auditel segnano 11 milioni di spettatori che hanno visto Occhi del Cuore la sera prima. Vuol dire il primo posto in classifica nello share televisivo.

La domanda “ma i greci se la berranno davvero sta roba?” era più che legittima poco prima; adesso invece Occhi del Cuore continua. Con tutti quanti pronti per battere un altro ciak.

 

…e dai dai dai dai dai!

 Kappei Sakamoto

 

Ultimo aggiornamento ( giovedý 12 febbraio 2009 )
 
< Prec.   Pros. >