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"Go schizzado? Quanta gente go lavado?" Sunshine

 
THE JOKER PDF Stampa E-mail
Scritto da Sunshine   
venerdý 12 settembre 2008

  PeRchE’ SEi CoSì sErIO?

PeRchE’ SEi CoSì sErIO?  Perchè esser così seri… Perché…? Quando a volte basta così poco in fondo, un sorriso, una risata, o un po’ di…follia,  per sentirsi più liberi…  Ma...“la follia è come la gravità, basta una piccola spinta”, e colui del quale parliamo qui, signori e signore, spinge senza freno sull’acceleratore della follia. E gode come un matto nel farlo. Non ha fini particolari, non cerca soldi o ricchezza a palate: è come un cane che insegue un automobile. La inseguirà di continuo ma quando la prenderà non saprà cosa farsene. Quello che cerca è…il caos. E Batman. Il Joker è un professionista del caos e del caos rappresenta la perfetta ed impeccabile personificazione. Lo dice egli stesso: “Se introduci un po' di anarchia... se stravolgi l'ordine prestabilito... tutto diventa improvvisamente caos. Io sono un agente del caos. E sai qual è il bello del caos? È equo!” …E ha ragione… Il Joker nella sua pura, malata, follia dice cose assolutamente logiche; un po’ come un giullare di corte quando parla. Non ha regole ed anzi, l’unico modo sensato di vivere per lui è proprio questo: senza regole. In realtà pur essendo un folle le sue azioni seguono una logica. Chiaro, è la logica di un folle, non è una logica razionale, ed è anche quest’aspetto che ne ha fatto il più grande nemico di Batman. E lo è tuttora… Addirittura dopo la sua ultima, immensa, comparsa sul grande schermo, c’è chi l’ha definito come il più grande cattivo della storia del cinema. Può starci, perché se alcuni commenti l’hanno dipinto così, colui che ha dato una tale vita al personaggio ha spinto davvero il Joker oltre un limite che non era ancora stato visto. Il Joker di Heath Ledger va oltre le soglie di sadismo e follia conosciute prima dal pagliaccio del crimine. In tanti giudicano quest’ultimo Joker il migliore mai visto, ancor più della celebre interpretazione che ne fece Jack Nicholson per il ‘Batman’ di Tim Burton del 1989. Ma come Tim Burton è diverso da Christopher Nolan (il regista degli ultimi film sull’uomo pipistrello), anche Jack è diverso da Heath. Il Joker di Nicholson era molto più fumettistico, più dandy, col sorriso perennemente stampato in faccia grazie ad una protesi messa apposta. Il suo era un Joker più burlone che aveva la battuta facile, facilissima, basti pensare a quando uccide il mafioso Antoine durante una riunione tra criminali. Antoine gli chiede il perché di quel “ghigno idiota” e Joker si alza rispondendogli che in fondo per esser d’accordo basta una stretta di mano. I due se la stringono e Antoine a causa di un elettroshock nel palmo di Joker inizia a bruciare. Joker lo guarda ghignante e continuando a stringergli la mano esclama “Oh, Antoine prende subito fuoco per un nonnulla!”. A riunione terminata, poco dopo, Joker parla al cadavere carbonizzato di Antoine e gli dice: “Antoine… prima eri una tigre di carta… e ora… sei carta carbone!Aaaaaaaaahh hahaaa ha ha ha”, ridendo come un pazzo –in fondo lo è– alla sua battuta. O ancora durante lo scontro finale con Batman, quando questi lo sta per colpire, Joker mettendosi un paio di occhiali gli fa: “Non picchierai uno con gli occhiali?”. Chiaramente Batman lo fa, non si ferma per una burlonata del genere. Neppure il Joker impersonato da Heath Ledger si ferma. Evaso dal manicomio di Arkham diventa una mina impazzita a Gotham City. Molto più cupo stavolta, più…oscuro, sebbene il Cavaliere Oscuro del titolo indichi Batman, e non lui. Ma è proprio il Joker a dare spessore al film di Christopher Nolan. Heath Ledger con il suo Joker crea qualcosa di spaventoso e di terribilmente grande, tanto da meritarsi la proposta di un oscar postumo. Il sadismo del nuovo Joker e la sua crudeltà abbattono la burloneria del suo predecessore sul grande schermo, e l’equivalente del trucco dell’elettroshock è per l'appunto privo di battute da comico, ed anche per questo più cruento. Il Joker, ridendo come un folle senza alcun senso, irrompe ad una riunione dei maggiori mafiosi di Gotham City; uno di loro vedendolo lo minaccia urlandogli contro: “Dammi una ragione per non dire ai miei uomini di staccarti la testa”. “Ti va bene un trucchetto di magia?” replica il Joker. A queste parole estrae una matita e la pianta sul tavolo, roteando le mani intorno ad essa. “Adesso questa matita la faccio…sparire”. Mentre il Joker parla uno degli scagnozzi del mafioso si alza di scatto dalla sedia andando incontro al Joker. Questi gli prende la testa e gli conficca la matita nell’occhio, facendola…sparire appunto. Non usa le pistole il Joker di Ledger, “son troppo veloci”; preferisce i coltelli coi quali può “assaporare tutte le piccole…sfaccettature…”. Il ghigno perenne è sostituito da due profonde cicatrici che gli solcano gli angoli della bocca, sulle quali racconta storie diverse mentre brandisce un coltello tra la sua di bocca e quella della sua potenziale vittima di turno. Il bianco della sua faccia è soltanto make-up. E’ un clown, ed a pensarci ci sono poche cose più inquietanti di un clown decadente.  Il Joker di Ledger ha il piede incollato sull’acceleratore della follia e del sadismo, quello di Nicholson ha voglia apparire in pubblico. Non è che sia per forza migliore l’uno o l’altro, sono diversi… Ledger ha reinventato la figura del Joker dopo che quella di Nicholson era entrata nell’immaginario comune del personaggio. Ha riplasmato il personaggio riportando a galla l’aspetto pauroso del Joker, un criminale che non ha morale né anima, agisce solo spinto dalla follia, portando disordine e spingendo i paladini di Gotham verso la follia anch’essi. Con Harvey Dent, che diventerà Due Facce, ci riesce… Non col commissario Gordon, né tantomeno con Batman. Ma con Batman vuol giocare in fondo, per Joker è un divertimento, non vuole ucciderlo. E sa che Batman non lo ucciderà. Glielo dice pure in faccia mentre combattono: “Tu non mi ucciderai per un malriposto senso di superiorità e io non ti ucciderò perché tu sei troppo divertente. Siamo destinati a combattere per sempre”. Batman, secondo Joker, senza di lui non saprebbe più che fare, e lui non si divertirebbe più. E’ come se si completassero a vicenda. Il pagliaccio re del crimine e l’uomo pipistrello dopotutto sono profondamente legati, sin dalla loro nascita. Nella prima storia assoluta di Batman il cattivo che i creatori del personaggio gli mettono di fronte è proprio il Joker. Era il 1940, Jerry Robinson, Bob Kane e Bill Finger prendono ispirazione dal personaggio principale del film muto del 1928 “L’uomo che ride”, interpretato da Conrad Veidt. Il protagonista del film, Gwynplaine, è costretto a sorridere per sempre da quando degli zingari gli aprirono le labbra da bambino per farlo diventare un clown. A vedere certe immagini la somiglianza con alcune raffigurazioni del Joker è spaventosa… Al sorriso eterno ed artificiale di Conrad Veidt aggiungete l’imprevedibilità di una carta da gioco quale quella del Joker appunto: il risultato è immediato. Sulla sua nascita all’interno dell’universo di Gotham City invece diversi autori hanno raccontato la loro, spingendosi più o meno in profondità nelle sue origini. Uno che a riguardo vi ha scritto su un capolavoro è Alan Moore regalandoci nel 1988 ‘Batman: The Killing Joke’. One very bad day... “Basta una giornata storta per cambiarti la vita”. Il fine ultimo di Joker nelle pagine di ‘The Killing Joke’ è dimostrare questo, cercando di portare il commissario James Gordon ad impazzire, come si possa rendere anche il più posato degli uomini un malato di mente. Joker non è inizialmente il folle e sadico criminale che tutti conosciamo. Una persona normale, con una moglie in attesa di un bimbo. Lavora presso una fabbrica di agenti chimici, ma lascia il posto per tentare la fortuna come comico. Gli va male e spinto da due malviventi accetta di rapinare la fabbrica dove lavorava prima. Joker ignora che i due siano quelli che stanno dietro alla figura di Cappuccio Rosso, uno dei primi criminali di Gotham. Il giorno stabilito per il furto, la polizia gli porta la notizia che la moglie ed il bambino che aspettava sono morti a causa di un incidente domestico. La tragedia della perdita, unita al casco rosso che i due criminali gli calano in testa, gli fa perdere il controllo dei nervi. Mentre cerca di fuggire da Batman, durante il colpo, inciampa e cade nelle acque di scarico. Quando riemerge ha la pelle bianca come un cadavere, i capelli verdi, le labbra rosso fuoco, e la mente completamente andata, malata e impazzita. Ecco a voi il Joker. Una giornata storta gli ha cambiato la vita e l’ha reso un pazzo completo. Ma forse è anche questo uno dei fili che lega il Joker a Batman, la follia. “Anche tu hai avuto un brutto giorno una volta, vero?” chiede il Joker a Batman. Batman assistette in diretta, quando era un bambino di 8 anni, all’omicidio a sangue freddo dei suoi genitori, per mano di un rapinatore. Nel film di Tim Burton, quel rapinatore si rivela essere Jack Napier, ovvero il Joker prima che diventasse tale, legando così ancor più morbosamente i due. Batman e Joker sono frutto di una tragica giornata storta, sono l’uno la nemesi dell’altro, o anche la stessa cosa, a seconda dei punti di vista. “Per loro sei un mostro. Come me” dice il Joker a Batman in una delle battute de ‘Il Cavaliere Oscuro’ di Nolan. Il Joker di Ledger, rivisita anche la frase della graphic novel di Moore asserendo che “quello che non ti uccide ti rende ...più strano...”, senza svelare tuttavia nulla sulla sua origine. Forse al Joker di Heath Ledger mancano certe cose proprie del pagliaccio del crimine, come il veleno che fa morire ridendo, per esempio. Ma forse fa parte dell’evoluzione del personaggio. Qualcuno diceva addirittura che dopo aver visto il Joker di Heath Ledger non riesce più a leggere i fumetti di Batman in cui è presente il Joker per l'appunto, tanto il personaggio è stato portato ad un altro livello.Qualcuno invece si chiedeva anche perché il film non potesse essere sul Joker anzichè girare continuamente intorno a Batman...Una cosa però per certo hanno in comune tutti i Joker: la risata. Dopotutto… La risata ha un potere terapeutico, no? Perché sei così serio??!?!

…haaaaaaaahahahahaaaaaaaa

 

 

Ultimo aggiornamento ( domenica 21 settembre 2008 )
 
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