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E mi chiesi se un ricordo sia qualcosa che hai o qualcosa che hai perduto. - Woody Allen
 
INTERVISTA SPORT&BEAUTY DI TRIESTE PDF Stampa E-mail
Scritto da Sunshine   
mercoledý 09 aprile 2008

  Cocolissima intervista del Pec su Sport&Beauty, reperibile in giro per i baretti de Trieste... CHE VANZADA

  • Breve profilo della tua carriera (con particolare accenno al presente).

Vediamo un po’ quello che dice Wikipedia sul sottoscritto…

Andrea Pecile (Trieste30 marzo 1980) è un cestista italiano.È alto 1,87 m e gioca nel nel ruolo di playmaker e guardia. Dopo una lunga esperienza in Spagna a Granada in cui ottiene una promozione dalla LEB (seconda lega spagnola) alla ACB, torna in Italia nella stagione 2005-06 per giocare nel Montepaschi Siena. Nella stagione seguente 2006-07 passa all Air Avellino. Nel dicembre 2006 risolve il contratto con la società campana e torna in forza a Granada (Lega ACB spagnola).

Fa parte della nazionale italiana di pallacanestro, con cui ha partecipato agli europei del 2001 , ai Giochi del Mediterraneo 2005 ( vinti proprio grazie a un suo tiro de 3 punti allo scadere contro la Grecia) e ai mondiali del 2006. È stato anche selezionato per l'All Star Game italiano nel 1999, 2000 e 2006.

Direi che può andare :P

 

  • Oltre ad una professione cosa rappresenta per te la pallacanestro?

 

Beh per me è estremamente facile rispondere a questa domanda perché per me la pallacanestro è giocare a Villara o in Piazza Carlo Alberto d’ estate con gli amici di sempre, con Mauri Cohen, Dani Cava, “Cotti” (il re di Villara) e adesso si sono aggiunte le nuove leve come “Grima” e “Collo”… Con il pallone tra le mani sento di essere in perfetta sintonia con me stesso, come se fossi nato per giocare; fin da bambino mamma e papà mi chiamavano “BALETA” per la mia attrazione verso ogni tipo di sfera rimbalzante, per cui sento di dire che per me la pallacanestro è allegria, passione, divertimento. Mi sembra di risentire l’ indimenticabile Holly (dal cartone animato Holly e Benji)che diceva che il pallone da calcio è il suo migliore amico, e anche se io preferisco Mark Lenders, penso davvero che questa palla a spicchi sia la mia migliore amica.

 

  • Cosa saresti diventato se non avessi giocato a basket? Ad esempio hai proseguito gli studi dopo il diploma?

 

Si, ho proseguito gli studi e tuttora sono iscritto a Scienze Giuridiche Economiche e Manageriali Dello Sport all’ Università di Teramo. Non nego che lo faccio unicamente per la mamma, che si sente più orgogliosa con un figlio studente, ma ormai mi mancano 9 esami e il fatto che non ho limiti di tempo contribuisce notevolmente al fatto che prima o poi la laurea la prenderò pure io…

Nonostante gli studi ecco qui LA MIA TOP 5 DELLE OCCUPAZIONI CHE AVREI VOLUTO FARE SE NON AVESSI FATTO IL GIOCATORE PROFESSIONISTA DI PALLACANESTRO: 

1)    CAPOANIMATORE DI UN VILLAGGIO TURISTICO DI QUELLI IMPORTANTI

2)   AMMINISTRATORE DELEGATO DI UN MARCHIO DI ABBIGLIAMENTO

3)    CANTAUTORE

4)    ATTORE (CINEMA)

5)    PROFESSORE DI LETTERE ALL’ UNIVERSITA’ o ILLUSIONISTA (non riuscivo a decidermi)

 

  • Qual è il lato di Andrea Pecile che non tutti conoscono? (hobby, passioni, curiosità)

 

Beh a questo proposito invito ufficialmente tutti a visitare www.andreapecile.it che è tutto fuorché un sito che parla di pallacanestro…

E’ in questo mio spazio web dove sfogo gran parte della mia creatività, coinvolgendo amici e parenti in video e progetti strani, inventando e diffondendo motti con altri mezzi matti come me (STAI SERENO …SEMPRE… e CHE VANZADA) o semplicemente divertendomi nel mondo del web.

Sono un entusiasta della vita, iperattivo, e le mie passioni svariano dalla chitarra alla playstation, dalla lettura al tango, dal disegnare magliette e felpe col logo SUNSHINE del sole sorridente (imperdibile il SUNSHINE STORE coi prodotti della serenità) al scrivere un blog in spagnolo per la pagina ufficiale del campionato spagnolo http://blogs.acb.com/blog/Andrea_Pecile .

Diciamo che raramente mi annoio…

 

  • Com’è Trieste vista da fuori? Cosa ti manca della tua città? Qual è la cosa che fai appena vi ritorni?

 

Io adoro Trieste, e appena posso torno a San Giusto.

La tranquillità che mi da l’ ascoltare “Torno a Trieste” di Pilat, a tutta forza, mentre guido in costiera, desideroso di rivedere tutti i vecchi amici è un qualcosa di speciale, che ogni volta mi emoziona.

Se ho i classici due - giorni liberi – due mi devo sdoppiare per poter salutare tutti, tra amici e parenti, e spesso non riesco nemmeno a vedere la metà delle persone che vorrei… All’ inizio qualcuno ci rimaneva male, ma poi so sono tutti abituati nel vedermi per poco tempo e senza alcun preavviso.

Ma se mi fermo un po’ di più ecco che cerco di trovare tempo per tutti.

Le cose che preferisco fare sono il giro in motorino completamente a caso, e respirare l’ aria della mia vecchia palestra del Don Bosco in Via dell’ Istria.

 

  • Con Stefano Silvestri ti accomuna il basket. In maniera diversa per entrambi è diventato un lavoro. Cosa ne pensi? Com’è ritrovarlo a bordo campo sul vostro “luogo di lavoro”?

 

Ricordo le prime volte che lo incrociavo, nella palestra di Bormio con la nazionale, o al BPA Palas di Pesaro, e mi dicevo, questo qui l’ ho già visto da qualche parte…

Se poi ripenso a tutte quelle che abbiamo combinato in 3 anni di Oberdan non riesco proprio ad immaginare che la pallacanestro ci abbia regalato una professione e che ci ritroviamo in giro per i palazzetti italiani.

Comunque Stefano aveva una discreta mano,ed essendo mancino era piuttosto imprevedibile nelle partitelle durante le ore di Educazione Fisica.

 

  • Raccontaci qualche aneddoto di quando entrambi frequentavate il Liceo Oberdan?

 

Indimenticabili rimaranno per sempre nella storia dell’ Oberdan le nostre partitelle a calcetto, che erano il vero e proprio obiettivo di quegli anni…

Altrochè esami, test e interrogazioni. Io e Berno (Marco Bernobi) avevamo un quaderno dei fumetti in cui catalogavamo ogni risultato, con tanto di disegni dei gol.

Stefano, Franz, Miche, Ismar, Berno e il sottoscritto eravamo sempre pronti a giocare a calcio, anche se prima dovevamo convincere Stefanini e Zancola a fare i portieri e viste le pallonate che tiravamo non era un’impresa da riuscire a metterli in porta ogni settimana…

Un altro ricordo davvero esagerato su Stefano era la lavagnetta dei debiti dello spaccio. Il suo nome, affiancato a quello di Franz Pesaresi, era onnipresente tra i debitori cronici ogni mese.

 

  • “Stai sereno sempre…” Spiega questa tua filosofia.

 

Tutto è nato ai Giochi del Mediterraneo 2005, quando il mio grandissimo amico Giorgio Boscagin, attualmente in forza alla Pallacanestro Varese, per farci forza ed animare un po’ le noiosissime sedute di allenamento di quei tempi in nazionale, abbiamo cominciato a ripetere STAI SERENO …SEMPRE… ad ogni occasione…

E poi, siccome è così che tutto nasce sempre, dal molto piccolo, io ho cominciato a diffondere questa idea di serenità attraverso il blog, nelle varie interviste,arrivando fino a  creare anche qualche maglietta e qualche felpa, le cui vendite ci aiutano a sostenere i vari costi del sito e delle varie iniziative, ma sempre in grande serenità, ci mancherebbe hehehe…

 

  • Un ultimo saluto a noi e a Stefano.

 

Ragazzi, è stato un vero piacere rispondere a queste domande e sono proprio curioso di leggere quello che ha scritto il mitico Stefano, anzi, “Silve” come lo chiamavo ai tempi dell’Oberdan.

Da Granada per ora è tutto,

un fuerte abrazo dal vanzador sereno …sempre… Andrea Pecile

 

                                                                                                               Luca Saviano 

 
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