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Sono nato il 30 marzo 1980 all'ospedale Burlo Garofalo di Trieste.
Mamma Patrizia e papà Roberto avevano rispettivamente 25 e 31 anni e, per i successivi 3, non avrebbero più dormito sonni tranquilli……
Mi svegliavo 4 o 5 volte per notte, mangiavo poco o niente e la mia vivacità ha terrorizzato i miei a tal punto da non farli mai pensare di regalarmi un fratellino o una sorellina.
E' così sono rimasto figlio e nipote unico (anche i miei non hanno fratelli o sorelle) e inevitabilmente coccolato, amato e moderatamente viziato da genitori e nonni.
Un piccolo caschetto biondo che non si fermava un attimo……
All'asilo mi distinguo già per vivacità e allegria e, fin da piccolo, ho un rapporto splendido con ogni genere di palle, palline e palloni tanto che mamma e papà mi soprannominano, in dialetto triestino,: "BALETA".
Gioco al calcio con gli amici e con i nonni finché la mamma, all'età di 6 anni mi porta ad un corso di micro-basket al Centro Olimpia della Scuola Elementare C. Elisi dove il prof. DOLCETTI prima, e il prof. D'ANGIERI dopo mi mettono per la prima volta in mano un pallone arancione: non me ne sarei più staccato.
Quel pallone diventa il mio migliore amico, è sempre con me e tuttora mi segue ovunque io vada.
Passano gli anni e il corso di minibasket è la mia tappa pomeridiana.
La mia prima e unica partita di quegli anni (la filosofia del Centro era contraria all'agonismo) è un'amichevole contro il Santos: perdiamo di brutto e non ricordo altre cose se non che sono sempre l'ultimo ad uscire dal campo ("….mamma per piacere lasciami fare l'ultimo tiro….") e dallo spogliatoio.
Mi iscrivo quindi al CAMB, un centro d'addestramento al minibasket gestito dalla PALLACANESTRO TRIESTE, e per un anno gioco in una squadra mista allenata da Sandro VIOLIN e Sergio POSAR. Un lunedì siamo in 3 ad allenamento, Posar mi porta in una metà campo e mi insegna l'entrata a canestro da destra e da sinistra.
Credo sia stato il giorno più bello della mia vita perché la partita dopo segno una marea di punti a Muggia e comincio a divertirmi per davvero…
Finisce la stagione, passa l'estate e a settembre non c'è ancora la squadra. Mi dicono di aspettare perché un certo STEFANEL vuole creare un bel centro di minibasket ma io voglio giocare subito perciò mi presento alla corte di Giancarlo PISTRIN, mitico allenatore delle giovanili del DON BOSCO TRIESTE: sono 7 anni di miglioramenti, successi, e campionati vinti (alla faccia della Pallacanestro Trieste) e la nascita di alcune tra le mie più importanti amicizie.
La palestra di via dell'Istria diventa la mia seconda casa: in 7 anni credo di non essere mai arrivato con meno di due ore d'anticipo ad ogni allenamento, se non quando, prima del divertimento, avevo il corso d'Inglese alla British School (grazie mamma!). Ci trovavo sempre il mio amico Alessio e giocavamo infiniti 1 contro 1 e ancora adesso le nostre sfide continuano……
Ho avuto diversi allenatori al Don Bosco e tutti mi hanno insegnato e trasmesso moltissimo:
Giancarlo PISTRIN la grinta, il cuore e la passione per lo sport.
Paolo CIAN la vivacità, l'allegria e il fatto che il basket è il più bel gioco del mondo.
Luca DARIS la passione per la sfida e la forza per dimostrare a tutti che se ci credi ce la fai sempre.
Miro TURCINOVICH la libertà e la sdrammatizzazione del gioco.
Non smetterò mai di ringraziarli per tutti gli insegnamenti ricevuti.
Assieme ai miei compagni, in 7 anni di permanenza al Don Bosco, vinciamo:
91/92 Torneo Triestino di Minibasket
92/93 Titolo Regionale Propaganda
93/94 Titolo Regionale Ragazzi
94/95 Titolo Regionale Allievi
95/96 Titolo Regionale Cadetti
96/97 Titolo Regionale Cadetti
96/97 Titolo Nazionale Juniores Regionali
Il mio ultimo anno al Don Bosco lo ricorderò come il più divertente di sempre: giocavamo liberi come si gioca in campetto, senza schemi rispettando l'avversario ma senza guardare in faccia nessuno. Dopo aver vinto il Titolo Regionale Cadetti abbiamo partecipato alle Finali Nazionali di Catania. Trovarsi lì in mezzo a squadre blasonate come Benetton, Scavolini, Kinder ecc. per noi, la cui prima squadra militava in serie C1, era già un'enorme soddisfazione.
Al mio ritorno a Trieste Massimo PIUBELLO, allora g.m. di Gorizia, e Franco CIANI, assistente di FRATES, mi offrono l'opportunità di allenarmi con la DINAMICA in prima squadra, quale decimo uomo, e di partecipare al Campionato Nazionale Juniores.
I patti erano che qualora non mi trovassi bene lontano da casa (dovevo ancora frequentare il 4° e il 5° anno al Liceo Scientifico) avrei potuto tornare al mio Don Bosco senza problemi.
Accetto entusiasta e mi ritrovo a Gorizia in una villetta assieme a Federico BELLINA, un ragazzo del '79 di Gemona.
E' il mio primo anno in serie A, allenarmi con Antonello RIVA, Alberto TONUT e tanti altri grandi giocatori mi riempie d'orgoglio e la sera, dopo gli allenamenti e tutte le urla di FRATES, Fede ed io, per sdrammatizzare e riderci sopra, ci divertiamo un mondo tra Puzzle, Playstation e TV.
Otteniamo la promozione in A1 alle spese di Trieste e l'anno dopo in panchina, al posto di Frates siede paron Tonino ZORZI che mi manda in quintetto a 18 anni…..Non potrò dimenticarlo mai e gli sarò per sempre riconoscente.
Dopo solo 7 partite però una microfrattura al piede mi blocca per un po' di tempo e al mio rientro, dopo circa 2 mesi e mezzo, il play titolare è Bazarevich.
Il paron si dimette e, con Franco Ciani in panchina, Gorizia vince 5 delle ultime 6 partite e si salva dalla retrocessione. Con gli Juniores arriviamo in finale ma perdiamo contro Milano, complice anche un infortunio alla nostra miglior guardia tiratrice Moruzzi.
Nel frattempo la società fallisce e i diritti di A1 sono acquistati da PESARO.
Assieme agli altri giocatori ancora sotto contratto anch'io vado ad incrementare le fila della SCAVOLINI che per un anno mi gira in prestito a RAGUSA a 1400 km da casa.
Per la famiglia Pecile è un vero trauma, però mi trovo molto bene con la gente del posto e, dopo essere stato praticamente adottato da Christian MAYER e sua moglie Giusy, trovo un fratello in Giuseppe MELILLI, un ragazzo del posto della mia età che faceva il decimo in squadra, e un affetto straordinario dai suoi genitori e zii che mi fanno pesare molto meno la lontananza della mia famiglia.
Il nostro campionato finisce ai primi di aprile, né playoff, né retrocessione, e quindi dopo un mese di pochi allenamenti ma molto mare a Marina di Ragusa mi aggrego alla Scavolini.
Purtroppo la squadra, impegnata nei playoff, perde al primo turno con Milano e così ho tutta l'estate per fare conoscenze ed ambientarmi un po'.
A Pesaro mi trovo immediatamente bene: la società è disponibilissima, la gente è super e i campetti locali del Basket Giovane, del Cristo Re e della Baia diventano la mia nuova casa facendomi ricordare tutti i pomeriggi passati nei campetti di Trieste, soprattutto quello del mitico ricreatorio Stuparich di Barcola.
La stagione 2000/2001 si conclude bene: ci piazziamo al secondo posto in campionato, giochiamo la finale in Coppa Italia, perdiamo in Suproleague col Maccabi Tel Aviv, che poi vincerà il titolo, e in semifinale scudetto con la Fortitudo.
Grande squadra a Pesaro nella stagione 2001/2002 con grandi nomi: Joseph Blair, Melvin Booker, De Marco Johnson (a metà stagione) e Misha Beric. I risultati però non soddisfano le aspettative: finale di Supercoppa persa con Benetton Treviso, fuori in semifinale di Coppa Italia contro Virtus Bologna e fuori nei quarti di play-off sempre contro la Virtus Bologna.
Nella stagione 2002/2003 c'è il rinnovamento totale della squadra e, della "vecchia guardia" rimaniamo solamente Beric, Gigena ed io. Arrivano quattro americani giovani direttamente dal College, Ken Lacey, Corey Albano e Matteo Malaventura. Tra mille difficoltà (taglio di due americani, sostituzione dell'allenatore e proteste dei tifosi) chiudiamo tredicesimi alla pari con Varese, che però, per differenza canestri, accede ai play-off.
Nella stagione 2003/2004 ho deciso che giocherò all'estero e precisamente a Granada in Spagna e spero tanto di ricambiare la fiducia che mi è stata riposta con un mio buon contributo nell'ascesa di questo Club nella ACB spagnola.
Pronostico rispettato e grandissima promozione dalla LEB all' ACB per il C.B.Granada. E così l' obbiettivo della stagione 2004/2005 sarà portare questo club spagnolo il più in alto possibile.
Altra grandissima annata spagnola e alla fine della stagione 2005/2006 il C.B. Granada conquista la salvezza con due giornate d’ anticipo senza essere mai stato, nel corso dell’ anno, in zona retrocessione. In squadra con me c’ è il mitico Alessandro Abbio, che coinvolgo in feste improponibile ma divertentissime assieme alla sua famiglia e a quei due matti di Fede e Ruggio, studenti erasmus a Granada. Vedere le foto per credere. Naturalmente il tutto non sarebbe stato possibile senza il sostegno e l’ appoggio di Angelo e Lola, padroni dello splendido ristorante Guizante Azul, in centro a Granada, sede ufficiale di ogni festa Sunshine, e del cuoco Andrea, mio quasigemello essendo nato il 29 Marzo 1980, e il cameriere Ale.
Assieme a loro passo davvero un’ annata favolosa, ricordando anche che il Mago Pozzo si presenta il 3 di Ottobre dicendo di stare una settimana e se ne ritorna a casa il 29 di Dicembre, il che la dice lunga sulla qualità di vita in terra Andalusa. |